(ASCA) - - Risultati provenienti da uno studio osservazionale svolto in Australia mostrano che a distanza di un solo anno dall'avvio del programma di prevenzione con il vaccino quadrivalente (6,11,16,18) anti Papillomavirus umano (HPV) - Gardasil - si possono misurare importanti benefici sulla salute. I risultati dello studio sono stati presentati alla 25esima Conferenza Internazionale sul Papillomavirus (IPV) in corso a Malmo, Svezia.

Lo studio ha confrontato la percentuale di diagnosi di condilomi genitali riscontrati prima e dopo l'introduzione della vaccinazione con Gardasil presso il Centro di Salute Sessuale di Melbourne; i risultati, a distanza di un solo anno dall'avvio della vaccinazione, hanno mostrato una riduzione del 48% nelle diagnosi di condiloma tosi (nelle donne con un'eta' inferiore ai 28 anni).
''I nostri dati suggeriscono che una significativa a piuttosto rapida riduzione dei casi di condilomi genitali nella popolazione potrebbe essere ottenuta attraverso un programma di vaccinazione anti HPV per le donne. Questi risultati suggeriscono, inoltre, l'ipotesi che la vaccinazione delle donne riduca la trasmissione del virus negli uomini'', ha dichiarato il Professor Christopher Fairley dell'Universita' di Melbourne, Australia.
In Australia, Gardasil e' stato somministrato alle ragazze in eta' scolare con un'eta' tra i 12 e i 18 anni a partire da Aprile 2007 e alle donne con meno di 26 anni dal Luglio 2007.
Il tasso di copertura nella regione dove si e' svolto lo studio e' stato tra il 65% e il 75%.
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