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Progetto Iesseti contro la chiusura dell'UOMTS di Sesto San Giovanni
Di Francesco (del 27/09/2010 @ 23:40:00, in Comunicati, linkato 10173 volte)

Progetto Ist Onlus e "Rete, Salute e Territorio", in collaborazione con il Comitato di Utenti e Cittadini per la Salvaguardia della Qualità del Servizio Pubblico dei comuni del nord Milano, si sono attivati per fermare la chiusura dell'Unità Operativa Malattie Trasmissibili Sessualmente (UOMTS) di Sesto San Giovanni, che da quasi quindici anni opera sul territorio del Nord Milano operando gratuitamente e in anonimato per la diagnosi e la cura delle malattie sessualmente trasmissibili (MST).

Vogliono chiudere l'UOMTS di Sesto San Giovanni



L'UOMTS di Sesto San Giovanni offre infatti un servizio d'eccellenza nel suo genere, effettuando non solo la diagnosi di tutte le malattie sessualmente trasmissibili ma, cosa fondamentale, somministra gratuitamente la terapia antiretrovirale ai soggetti infetti da virus HIV che ne abbiano bisogno.

Purtroppo i colossi della sanità quali: Regione Lombardia, ASL Milano e ASL Monza e Brianza hanno deciso che questo servizio deve essere chiuso, producendo pesanti disagi sui pazienti in cura che si sentiranno senza ombra di dubbio abbandonati e in balia di strutture ospedaliere troppo disperse sul territorio, con tutte le
assurdità burocratiche tipiche di un ospedale.

Pubblichiamo di seguito il Comunicato Stampa che abbiamo prodotto di comune accordo con il Comitato di Utenti e Cittadini per la Salvaguardia della Qualità del Servizio Pubblico dei comuni del nord Milano e "Rete, Salute e Territorio".


COMUNICATO STAMPA

IL SERVIZIO MALATTIE TRASMESSE SESSUALMENTE DI SESTO FUNZIONA:
NON TOGLIETECELO!

La CHIUSURA DEFINITIVA del SERVIZIO MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE di Sesto San Giovanni sembra oramai cosa fatta: entro il 31/12/2010 questa struttura che da oltre 10 anni opera nel territorio, come punto di riferimento di un’utenza (circa 800 pazienti) verrà, infatti, cancellata per scelta dei due Direttori Generali delle ASL di Milano e di Monza e Brianza sotto la regia della Regione Lombardia.


Perché cancellare dal nostro territorio un’importante attività di prevenzione svolta da un'equipe interdisciplinare di operatori, che si occupa della prevenzione e della cura delle malattie infettive, trasmissibili sessualmente (epatiti, sifilide, gonorrea, HIV) spesso in sinergia con altri servizi, quali Igiene Pubblica, Servizi della Dipendenza, ecc.?

Perché chiudere una struttura sanitaria pubblica di eccellenza che dall’apertura ad oggi, ha preso  in carico circa 830 pazienti per HIV, 930 per Malattie Trasmesse Sessualmente e 159 per Epatite?

Mentre l’allarme sulla diffusione del virus viene confermato da tutta la Comunità Medico Scientifica internazionale e dalla stessa Regione Lombardia, perché la Regione stessa sceglie di chiudere un servizio  finanziato nel 2003 con circa 3 miliardi di vecchie lire, dilapidando i soldi dei cittadini?

La Regione e i Direttori generali delle ASL vogliono cancellare un servizio che ha una diversa impostazione organizzativa da quella prevista attualmente sia dalla ASL Milano che dalla ex ASL di Monza dalla quale dipendeva. Infatti mentre il Servizio di Sesto distribuisce gratuitamente farmaci per il trattamento dell'infezione da HIV, nei centri MTS di Milano e di Monza non vengono più distribuiti farmaci.

Una scelta che favorisce i budget degli ospedali, soprattutto quelli privati come il S. Raffaele, che gestiscono così i fondi per i farmaci. Non favorisce invece la prevenzione perché allontana un’utenza fragile che ha bisogno di un accesso semplice nel territorio e di trovare non solo farmaci ma una complessità di trattamenti: supporto psicologico, test gratuiti, assistenza sociale, visite specialistiche (dermatologo, ginecologo). Tutto quello che il servizio di Sesto S.G., così come quelli di tutta Italia e pochi altri della Lombardia offrono.

La UOMTS di Sesto è diventata una anomalia nel sistema milanese perché è la dimostrazione evidente di un conflitto tra interessi dell'utenza ad avere un servizio che garantisce l’assistenza completa e cura  con un accesso più semplice e quelli di un sistema che non accetta alcuna forma di decentramento delle prestazioni specialisti che fuori dall'ambito ospedaliero.

Che alla chiusura dell’UOMTS di Sesto si lavorasse da tempo non è un mistero: infatti, è l'unico Servizio dei Comuni del Nord Milano che, con la creazione della provincia di Monza, a non essere passato all’Asl di Milano, senza alcuna spiegazione ufficiale, e la sua gestione (strutture e personale) è rimasta alla ASL di Monza Brianza.

Per dare un’idea del danno è utile sapere che solo nell’anno in corso hanno usufruito di prestazioni dell’UO MTS di Sesto 291 pazienti HIV, 179 pazienti per varie Malattie Sessualmente trasmesse e 51 per Epatite.

Con la chiusura definitiva dell’UOMTS di Sesto, gli utenti dei nostri Comuni non potranno neppure essere seguiti più dagli stessi medici ed operatori con i quali, in anni di lavoro, avevano costruito un rapporto di fiducia  più che mai importante per questo genere di problemi.  I pazienti si ritroveranno a vagare per altri servizi e  Ospedali senza più un punto di riferimento sul territorio, col rischio di perdere per strada un’utenza fragile, aumentando i rischi di contagio.

Soprattutto si distruggono attività e progetti (come quello sulla prostituzione) che difficilmente possono essere riproducibili fra le mura di un ospedale. Progetti che non sono solo carta patinata ma azioni concrete per ridurre l’estensione del contagio ad altri cittadini e soprattutto alla popolazione giovanile che è quella più a rischio.

Paradossalmente l’UOMTS a Sesto è un servizio “troppo efficiente” ed in linea con le EBP (Prevenzione Basata sulle Evidenze) e per questo deve scomparire, non deve lasciare traccia della sua anomalia, e i suoi locali ben ristrutturati devono essere velocemente occupati da altri servizi per non lasciare intravedere il buco.

Per la salvaguardia dell’UOMTS dei Comuni del Nord Milano.
il Comitato di Utenti in collaborazione con
Progetto IST Onlus e Rete Salute Territorio
FIP Sesto S. Giovanni 27 settembre 2010

 

 
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