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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Pizzicaluna (del 20/11/2011 @ 11:58:07, in Notizie, linkato 3153 volte)

Il 20 Novembre ricorre in tutto il mondo il 'Transgender day of Remembrance' (Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell'odio e del pregiudizio contro le persone transessuali). La cerimonia commemorativa prevede che tutti i partecipanti, in fila, leggano a turno i nomi, qualche dettaglio di vita e le modalità dell'assassinio delle vittime transessuali dei crimini d'odio. Solitamente si accende una candela corrispondente al nome di ogni vittima della violenza.

ALA Milano Onlus e Sportello Trans ALA Milano presentano una serie di iniziative culturali per contrastare i pregiudizi e l'odio verso le persone Transgender.

Da giovedì 17 a domenica 20 novembre 2011
Compagnia ATOPOS con il sostegno dello Sportello Trans ALA Milano vi invita alla prima nazionale dello spettacolo teatrale VARIABILI UMANE. Scene d'ironico strazio, d'odio e d'amore, di... Uno spettacolo di Marcela Serli, vincitore del premio Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche “Dante Cappelletti” 2010. Lo spettacolo si terrà alle ore 20.45 presso il TEATRO RINGHIERA di Milano, via Boifava 17.

Domenica 20 novembre, sempre al Teatro Ringhiera, alle ore 18 in occasione della giornata mondiale della memoria per le vittime di transfobia ci sarà il T-DoR (Transgender Day of Remembrance), la veglia commemorativa in contemporanea con le altre città del mondo.

Da martedì 22 a sabato 26 novembre 2011
ALA Milano Onlus e Sportello Trans presentano la mostra DAL MITO ALLA REALTÀ. Rappresentazione storica, sociale e culturale del transessualismo. Mostra prodotta dal MIT (Movimento Identità Transessuale). La mostra sarà aperta al pubblico dalle 09.00 alle 18.30.

In contemporanea alla mostra sono previsti alcuni eventi straordinari nei giorni 24 e 25 novembre. Ecco il programma degli eventi:
22 novembre ore 16: Inaugurazione della Mostra.
24 novembre ore 20.45: Dibattito con pubblico e istituzioni sul tema: 'la centralità dell'uomo'. Concetto chiave delle politiche sociali, in questi anni non ha permesso il fiorire di una cultura della diversità, accentuando lo stigma sulla transessualità piuttosto che facilitare il suo riconoscimento e quindi la sua accettazione.
25 novembre ore 20.45: Proiezione del video Crisalidi '5 racconti di vita trans'. A seguire ci sarà un dibattito con la partecipazione di alcuni dei protagonisti e del regista Federico Tinelli.
26 novembre ore 16: Chiusura della Mostra e degli Eventi

La mostra e gli eventi sono organizzati presso il Consiglio Comunale di Zona 2 in viale Zara 100 Milano.

Info: www.alainrete.org.

 
Di Francesco (del 20/02/2010 @ 12:50:27, in Notizie, linkato 5950 volte)

 

 Al test per l’hiv si arriva sempre più tardi. È salita a 39 anni infatti l’età media di chi si sottopone all’esame per la sieropositività. «Questo avviene perché oggi non sono più soltanto i tossicodipendenti a contrarre il virus, ma è cambiata la modalità di trasmissione, che nel 74% dei casi è causata da rapporti sessuali sia etero che omosessuali- sottolinea Giovanni Rezza direttore del dipartimento Malattie infettive, parassitarie e immunomediate (Mipi)-.

Per questo un accesso tempestivo al test può significare l’ inizio di un efficace percorso terapeutico, che aiuti a limitare la diffusione del virus».

 

 

 

 

AUMENTO FRA GLI STRANIERI - L’aumento delle infezioni negli ultimi venti anni ha riguardato secondo Rezza soprattutto gli stranieri, la cui percentuale di infezione è passata dal 4% del 1987 al 32% del 2007. «Negli anni ’80 l’infezione da Hiv veniva contratta attraverso i viaggi internazionali fatti dai nostri connazionali- aggiunge - mentre oggi con l’aumento dei flussi migratori è aumentato anche il numero degli stranieri sieropositivi nel nostro paese. In particolare delle persone che provengono da paesi con un alta circolazione virale come il Sud America o l’Africa sub-sahariana». 
In totale secondo il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss sono circa 150 mila (i dati sono aggiornati al 2008) le persone con Hiv e Aids nel nostro paese. Con un trend che ha visto il fenomeno diminuire dalla fine degli anni ’80 al 2000, per poi stabilizzarsi nell’ ultimo decennio. Solo nel 2007 le nuove diagnosi per Hiv sono state 4000, mentre nel 2008 ci sono stati 1.400 nuovi casi accertati di Aids. Le regioni più colpite sono quelle centro-settentrionali, in particolare Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. (Corriere della Sera)

 

 

 
Di Pizzicaluna (del 30/12/2009 @ 09:30:46, in Notizie, linkato 15660 volte)

Il sistema immunitario dei pazienti affetti da HIV obesi, non risponde alla terapia antiretrovirale così come fa quello delle persone con un peso normale. Questo è quanto riporta uno studio della Uniformed Service University of the Health Sciences (USU).
I risultati di questo studio sono stati presentati dalla Dott. Nancy Crum-Cianflone, nota ricercatrice nel campo dell’HIV., in occasione della riunione annuale della Infectious Diseases Society of America.


“ I pazienti obesi riconquistano un minor numero di cellule T cd4  dopo aver iniziato la terapia , rispetto a quanto non facciano le persone con un peso normale” ha tetto la Dott. Crum-Cianflone. “ Questi risultati si discostano con alcuni degli studi precedenti realizzati prima dell’avvento della moderna terapia antiretrovirale altamente attiva (HAART), che segnalavano un miglior risultato delle terapie in pazienti obesi.” ha continuato la Dottoressa. Secondo la Crum-Cianfalone, questi nuovi dati possono implicare che l’obesità (oltre ai noti effetti nocivi) rappresenta un ulteriore rischio per le persone con HIV.
Questa ricerca è basata sui dati raccolti dall’USU’ Clinical Infectious Deseases Research Program ( IDCRP) dai partecipanti al US Military Natural History Study, che comprende 1119 persone con documentata sierocnversione tra il 1986 e il 2008.
“L’ironia è che in passato ci siamo occupati della perdita di peso eccessiva dei pazienti con infezione da HIV” ha tetto il Doot Greg Martin, direttore del IDCRP, “ ma questa ricerca mostra che c’è bisogno di concentrarsi di più sul mantenimento di un peso equilibrato senza andare da un estremo all’altro.”
Va però precisato che ancora non è chiaro se il dosaggio utilizzato durante la sperimentazione clinica non sia in realtà sufficiente per le persone obese, oppure se il peso in eccesso possa influire sull’effetto dei farmaci ”

La redazione di Progetto IESSETI

Aggiungiamo un link ad un articolo su TheBody.com con l'intervista per esteso alla Dottoressa Crum Cianflone:

http://www.thebody.com/content/art54483.html

A questo indirizzo è possibile anche scoltare l'intervista.

Referenza:

Crum-Cianflone NF, Roediger M, Eberly LE, et al, and the Infectious Disease Clinical Research Program. Obesity among HIV-infected persons: impact of weight on CD4 cell counts. In: Program and abstracts of the 47th Annual Meeting of the Infectious Diseases Society of America; October 29 - November 1, 2009; Philadelphia, Pa. Abstract 342.
 

 
Di Pizzicaluna (del 22/10/2009 @ 16:06:52, in Notizie, linkato 17232 volte)

Fonte: Il Serpente di Galeno

Si può evitare l'AIDS se non si evita l'informazione!

Sembra strano, ma è proprio così, in Italia l'informazione nei riguardi della malattia scomoda e subdola è molto trascurata.

 

Per questo il 1° Dicembre 2009, che è la Giornata Mondiale Contro l’AIDS, il Sert di Ferrara (servizio pubblico per la prevenzione cura, riabilitazione delle dipendenze patologiche) e la Commissione inter-aziendale Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, che coordina le azioni contro la diffusione dell'HIV, hanno in programma presso la Sala Estense di Ferrara l’organizzazione di un evento culturale che unisca informazione, comunicazione sociale e scientifica.

Tra le iniziative di spicco si segnala il Premio Giornalistico «WRITE-AIDS», un concorso artistico e creativo aperto ai cittadini d’ogni età che mette in palio complessivamente 2.000 €uro ed ha come suo primo obiettivo quello di contrastare il fenomeno dell'indifferenza informativa sul tema AIDS.

Il bando è disponibile su www.ausl.fe.it e presso i partner coinvolti.

L'attenzione dei media latita, tant'è che i giovani non sanno cosa sia e i più adulti pensano che sia addirittura scomparso o guaribile.

Ed intanto il virus continua a colpire: l'Istituto Superiore di Sanità stima 140.000 sieropositivi e 3-4.000 le nuove infezioni in un anno in Italia.

Il vaccino non è ancora una realtà e le terapie, se hanno allungato la vita dei pazienti, certo però non li guariscono, diventando perciò loro malgrado un bacino di diffusione dell'hiv.

La dice lunga il fatto che l'Italia su ventinove paesi europei si piazzi al 27esimo posto in Europa per la gestione e la prevenzione dell'AIDS, davanti solo a Grecia e Romania.

La classifica è stilata in base al nuovo indice Euro Hiv Index (Ehivi) 2009, elaborato dall'organizzazione Health Consumer Powerhouse. 

Tre eventi diversi, interpretati con parole, musica, visione di documentari, dibattiti pubblici, animazione e approfondimento in gruppi di lavoro scandiranno la giornata.

La mattina del 1° Dicembre, una conferenza con la stampa aperta al pubblico, proporrà una riflessione e uno scambio d’informazioni, con esperti che sono coinvolti sul tema HIV/AIDS, presentando dati, le ultime novità in campo medico e scientifico, il punto sulla ricerca, le terapie, i comportamenti corretti.

Al termine, la giuria del premio presenterà le sue riflessioni sul concorso giornalistico “WRITE-AIDS”.

L'AIDS  può essere evitato se non sarà evitata l'informazione!

 
Di Francesco (del 26/09/2009 @ 00:00:01, in Notizie, linkato 6333 volte)

Quando si parla di AIDS piombare nel sensazionalismo dello scoop giornalistico è estremamente facile, soprattutto se la scoperta (o presunta tale) annuncia l'imminente arrivo di un vaccino contro il male del secolo. E' sufficiente infatti rovistare in rete, tra gli articoli delle rassegne stampa offerti dai vari concentratori (google news, yahoo, ecc.), per rendersi immediatamente conto delle innumerevoli voci che gridano "Al lupo! Al lupo!".

Fra gli innumerevoli articoli ho scelto questo, che mi è sembrato ricco di spunti riflessivi dai toni moderati e non sensazionalistici.

Resta comunque valido l'unico modo veramente efficace per prevenire le infezioni da HIV: praticare SEMPRE sesso sicuro, usando correttamente il profilattico e non esponendosi a inutili rischi.

Detto questo riporto integralmente l'articolo. Fonte: lastampa.it

 

Un vaccino che protegge contro il virus dell’Hiv al 31% non merita toni trionfalistici. Fernando Aiuti è il più noto immunologo italiano e spiega le quattro ragioni per essere un po’ dubbiosi.


Professore, come giudica questa soglia?
«La giudico piuttosto bassa: nessun vaccino garantisce una protezione inferiore al 50%. Il colera supera il 55%, mentre per febbre gialla, difterite o influenza si è oltre il 60% e per la poliomelite addirittura al 95%».

Il campione, comunque, è abbondante: oltre 8 mila persone. I dato ottenuti non dovrebbero quindi essere attendibili?
«In realtà i numeri restano molto limitati. Tra le persone vaccinate se ne sono ammalate 52, mentre le nuove infezioni registrate nel gruppo di controllo, quello a cui è stato somministrato un placebo, sono 74. E’ uno scarto troppo circoscritto per parlare davvero di successo».

Perché nemmeno la caratteristica combinata del vaccino la convince?
«Il progetto di questa vaccinazione non è terminato com’era stato programmato all’inizio: nel 2003 si era cominciato con un programma basato sull’Aidsvax della VaxGen. Poi, dopo tre anni, si è visto che non c’era la protezione e allora è stato aggiunto il secondo vaccino, l’Alvac della Sanofi. Ecco perché si tratta di una procedura che definirei non completamente ortodossa».

Il suo quarto dubbio riguarda i ceppi del virus: è così?
«Sì. In Thailandia esistono ceppi diversi da quelli più comuni altrove: sono il B e quello E, mentre in Europa, negli Stati Uniti e in Africa circolano soprattutto l’A e il C. E’ un motivo in più per nutrire dubbi sull’efficacia».

E quindi qual è la sua conclusione: questo vaccino potrebbe entrare in commercio?
«Credo che difficilmente un’autorità regolatoria possa approvare la commercializzazione di un vaccino che garantisce poco più del 30% di protezione. Penso, quindi, che sia importante dal punto di vista scientifico ma continuo ad avere delle riserve sul piano pratico. E poi non dimentichiamo che sono stati spesi oltre 100 milioni di dollari: non sarà facile decidere se proseguire o rinunciare».

 
Di Pizzicaluna (del 28/08/2009 @ 17:37:40, in Notizie, linkato 7547 volte)

 

Se sei macho, prendi anche le malattie? I giovani che contraggono delle patologie a trasmissione sessuale si sentono dei “veri uomini”, come se essere affetti da virus e batteri accrescesse la loro mascolinità. Secondo uno studio dell’univesità di Skövde, in Svezia, mentre i più sensibili si sentono in difficoltà, altri si sentono più sicuri a letto e migliorano persino le loro prestazioni, forti di avere una malattia venerea.

in boccaAvere una verruca sul pene o contrarre la clamidia, un’infezione spesso asintomatica causata dal batterio Chlamydia trachomatis che può portare anche all’infertilità, può suscitare grande orgoglio fra i maschi al primo stadio della loro attività sessuale, con tanto di pacche sulle spalle e complimenti da parte degli altri amici uomini. Piuttosto che considerarlo come un serio problema di salute, lo vedono insomma come simbolo di onore. La clamidia è una malattia molto diffusa: nelle donne riguarda la vagina e la cervice, fino poi a estendersi a tutto l’apparato sessuale; negli uomini si manifesta con alcune secrezioni giallastre ed è più diffusa negli eterosessuali rispetto agli omosessuali.

«Le ragazze non si comportano come i maschi - spiega la ricercatrice Kina Hammarlund- e spesso prendono atto della malattia nel silenzio». I dati raccolti dall’università svedese sono il risultato di una serie di interviste fatte a giovani tra i 16 e i 30 anni. Ragazzi e ragazze hanno modi differenti di rapportarsi alla sfera sessuale: mentre i maschi ne parlano più fra amici, le donne sono maggiormente disposte a discuterne con degli esperti, anche se sono più timide e si imbarazzano di più nei contesti di analisi di gruppo, diversamente dal sesso opposto.

«Nonostante tutti parlano dell’uguaglianza di genere, sembra che i giovani di oggi si confrontino con gli stessi pregiudizi e gli stereotipi degli anni Settanta in materia di sesso e ruoli», continua Kina Hammarlund. Dunque, nonostante siano passati quasi quarant’anni le malattie non fanno abbastanza paura quanto dovrebbero e l’uso del preservativo stenta a prendere piede fra le nuove generazioni.

 
Di Francesco (del 22/08/2009 @ 18:35:00, in Notizie, linkato 8148 volte)

(ASCA) - Roma, 21 ago - Resistono ancora pregiudizi di varia natura sull'Hiv. Ad esempio, la trasmissione del virus dell'Hiv attraverso un bacio o mediante l'uso dei bagni pubblici. Luoghi comuni in tema di salute sfatati nel volume ''Il libro che il tuo medico non ti farebbe mai leggere'' (Sperling & Kupfer) di Nancy Snyderman (University of Pennsylvania).

''L'Hiv, il virus che provoca l'Aids - scrive l'autrice - e' presente in concentrazioni significative solo nel liquido seminale, nelle secrezioni vaginali e nel latte materno. Ed e' proprio tramite lo scambio di questi liquidi che il virus puo' essere trasmesso da un individuo all'altro''.

Impossibile dunque, spiega l'esperta, contagiarsi attraverso gesti quotidiani, ''come una stretta di mano o un abbraccio. E neanche con lacrime o con lo scambio di saliva in un bacio''.

Non mancano dicerie sulle toilette pubbliche: ''Una vera assurdità - spiega ancora l'autrice - poiche' si tratta di malattie che si contraggono solo per contatto diretto con batteri o virus che le causano, e quindi tramite i rapporti sessuali''.

Fonte: www.asca.it

 
Di Pizzicaluna (del 14/07/2009 @ 01:40:31, in Notizie, linkato 10211 volte)

Incontri tra i giovani sulle malattie sessualmente trasmesse, in aumento negli ultimi anni, per parlare di prevenzione e accrescere la consapevolezza dei rischi di infezione. E’ piaciuta ai sindaci astigiani, riuniti da Mariangela Cotto nel reparto Malattie Infettive diretto dal professor Alberto Biglino, l’idea di organizzare momenti di informazione e formazione sul territorio, raccogliendo la disponibilità dei collaboratori del Centro di prevenzione e cura dell’ospedale Cardinal Massaia.

cardinal massaia asti

 


All’incontro organizzato dalla vicepresidente del Consiglio regionale hanno aderito oltre cinquanta tra sindaci e amministratori provinciali; erano presenti, oltre ad Alberto Biglino, il direttore generale dell’Asl, Luigi Robino e il direttore dell’ospedale Donatella Ciaceri.
i – ha detto Biglino - con linguaggi informatizzati e strumenti di comunicazione moderni, è più facile parlare di prevenzione, di Aids o di malattie veneree, e rispondere a dubbi e domande. Sfatando false convinzioni e correggendo comportamenti sbagliati, ancora molto diffusi tra gli adolescenti”.
Un’esigenza condivisa dagli amministratori, che di fronte a un aumento del 15% dell’Hiv, in Piemonte negli ultimi cinque anni, hanno sottolineato la necessità di una maggiore informazione sul tema e l’esigenza di far conoscere le possibilità offerte dalla rete sanitaria locale. Ad esempio la presenza, ornai da cinque anni, di un Centro accreditato per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie sessualmente trasmesse, un ambulatorio che garantisce, senza l’impegnativa del medico, gratuitamente e in forma anonima, un colloquio o una visita specialistica. Una risposta anche per i giovani che hanno avuto rapporti sessuali a rischio.
Con questa proposta – ha sottolineato Cotto - si crea un rapporto diretto tra gli amministratori astigiani e la struttura sanitaria, un legame fondamentale per migliorare l’educazione sanitaria, utilizzando al meglio le eccellenze del Cardinal Massaia. Le competenze dei sindaci, d’altronde,  sono sempre maggiori anche in campo sanitario. Oggi sono chiamati a stabilire orari e limiti sul consumo di bevande alcoliche, il cui abuso può costituire un fattore di rischio molto alto anche tra i  più giovani Per questo è importante accrescere le competenze degli amministratori e fornire loro strumenti concreti per lavorare in rete sul territorio”.

fonte

 
Di Francesco (del 11/06/2009 @ 13:30:00, in Notizie, linkato 14447 volte)

Martina Stella, Claudia Pandolfi, Daniele Liotti e altri attori sono tutti presenti nello spot contro l’Hiv, che vede alla regia Giorgio Pasotti. Il virus dell’Hiv, sebbene scomparso dai servizi e dall’attenzione dei media, non è però scomparso dal paese, e continua a fare vittime nella vita quotidiana, soprattutto tra i giovani, poco informati sulle malattie sessualmente trasmesse.

Il network Italiano Persone Sieropositive ha chiesto a Pasotti di impegnarsi come autore e regista in uno spot sociale, e l’attore ha accettato, entusiasta. Trovate qui su Kataweb l’anteprima dello spot con i retroscena e il backstage, mentre la pubblicità sarà in onda su Deejay Tv e All music a partire dal 21 giugno.

Lo spot promuove anche un concorso per giovani creativi: tutti i giovani, di età compresa tra i 16 e i 26 anni, con un’idea sul tema dell’Hiv, possono svilupparla e metterla in video o audio e partecipare al concorso promosso da HIVideo.

Fonte

 
Di Francesco (del 10/06/2009 @ 07:27:22, in Notizie, linkato 10737 volte)

A pochi giorni dalla Parada Gay, per la quale sono attese tre milioni e mezzo di persone, è stato inaugurato oggi a San Paolo il primo ambulatorio al mondo riservato unicamente a transessuali e travestiti.

L'ambulatorio non si limiterà al periodo della Parada Gay, che comincia domenica prossima, ma funzionerà tutto l'anno, con personale specializzato e preparato appositamente per far fronte alle necessità e ai problemi del 'terzo sessò.

"E' un grande passo avanti, speriamo che altre città seguano l'esempio di San Paolo - ha detto Alexandre Santos, presidente dell'associazione brasiliana di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali - In altri ambulatori, il personale non sa trattare i trans come si deve, a cominciare dal nome sui documenti".

Ma il progresso principale, ha sottolineato Santos, sarà nel trattamento medico, perché i trans saranno trattati da medici e infermieri volontari specializzati in urologia e endocrinologia.

Per l'occasione, le autorità distribuiranno gratis un milione di preservativi e effettueranno gratis nei giorni precedenti e durante l'evento il test dell'Aids.

Fonte

 
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