A mali estremi... estremi rimedi!
In Sudafrica vivono cinque milioni e mezzo di persone colpite da Hiv/Aids: il piu' alto numero al mondo. Più del cinquanta per cento dei contagiati sono donne. La percentuale di donne tra i poveri e i disoccupati in Sudafrica è altissima, e la povertà rappresenta una barriera all'accesso ai servizi sanitari.
Allo stesso tempo, il Sudafrica presenta elevati livelli di violenza sessuale e di altre forme di violenza legate al genere. Le donne al di sotto dei venticinque anni sono da tre a quattro volte piu' a rischio di essere infettate dal virus dell'Hiv rispetto agli uomini nella stessa fascia d'eta'.

Per questo motivo, data l’emergenza delle statistiche, qualche anno fa è stato lanciato sul mercato il preservativo antistupro, una specie di profilattico interno usa e getta, che va indossato prima di uscire di casa. Si chiama “Rapex” (dall’inglese “Rape”: stupro) ed è una sorta di trappola di gomma uncinata che si aggancia al pene dell’aggressore provocando molto dolore e permettendo alla vittima di fuggire.

Stuprare una donna trasmettendole il virus dell’HIV equivale ad un omicidio, con la differenza che le si rovinano anche gli anni che le restano da vivere. La violenza sessuale è uno dei pochi crimini per cui non è possibile trovare né attenuanti né giustificazioni!
Il Rapex può prevenire eventuali infezioni da HIV (o altre MST), però non protegge dall’atto violento vero e proprio, che difficilmente potrà essere cancellato dalla memoria della donna che ha subito la violenza!
In tutto questo mi chiedo come possa il genere umano definirsi evoluto, se poi ci vediamo costretti a inventarci simili espedienti per proteggere le donne, o quanto meno limitare il danno (almeno quello fisico!).
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